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sabato 16 luglio 2016

Gli F35 rischiano di diventare obsoleti per progressi di Russia e Cina

Articolo preso da:
http://it.sputniknews.com/mondo/20160327/2355986/USA-Aviazione-Tecnologia-Difesa-Geopolitica.html



Caccia americano F-35 (foto d'archivio)

Gli F-35 rischiano di diventare obsoleti per progressi di Russia e Cina

© Foto: Public Domain
MONDO

Il Pentagono ha esteso la durata del servizio del cacciabombardiere F-35 fino al 2070. Questa decisione regala ad altri Paesi una grande vantaggio in termini di tempo per raggiungere e superare gli Stati Uniti nella tecnologia, ritengono gli esperti.

La Russia e la Cina hanno i mezzi per rispondere agli F-35 degli Stati Uniti, ritiene l'editorialista della rivista "The National Interest" Dave Majumdar. Tanto più che questo caccia dovrà servire nelle forze armate americane per quasi 55 anni.
Questa settimana il Pentagono ha annunciato che la durata del servizio degli F-35 è stata estesa per 6 anni. L'aereo verrà dismesso solo nel 2070. In precedenza era stato riferito che gli F-35 sarebbero stati prodotti in serie fino al 2038, mentre sarebbero stati dismessi nel 2064.
Non vi è alcuna certezza che non cambi la situazione nel mondo rispetto alla durata del servizio degli F-35. La Russia e la Cina stanno rapidamente recuperando terreno sugli Stati Uniti in termini di tecnologia, rileva il commentatore.
"Tuttavia nella tecnologia gli sviluppatori cinesi e russi ci avranno superato finchè faremo affidamento su una tecnologia che ci ha dato vantaggio per un quarto di secolo. Quando si crea un aereo da combattimento, facciamo una scommessa ed è improbabile rivedere questa strategia fino a quando le nostre forze sono orientate per il no," — "The National Interest" cita l'articolo sugli F-35 del colonnello Mike Pietrucha dal sito "War On The Rocks".

sabato 9 luglio 2016

Il futuro modello di difesa italiano

Immagine presa da:
https://freemanlogos.blogspot.it/search/label/se%20le%20raccontano%20e%20se%20le%20credono



Vedi post: http://west-down.blogspot.com/2016/07/giovedi-24-gennaio-2013-lassurda.html

LA LIBERTA' VA CONQUISTATA OGNI GIORNO

MENTRE LA NOSTRA VITA DI INDIVIDUI CI APPARE PREDA DEL DESTINO, CHE UN MOMENTO CI PORTA GIOIA, IN UN ALTRO DOLORE, ABBIAMO L'IMPRESSIONE CHE L'ESISTENZA DELLE ISTITUZIONI SIA FISSA, IMMUTABILE. NON È COSÌ, CAMBIANO GLI STATI, I CONTINENTI, CAMBIANO LE IMPRESE, LE ABITUDINI... PER QUESTO OGNI CONQUISTA VA DIFESA TUTTI I GIORNI. DA SOLI POSSIAMO FARE POCO, MA SE REMIAMO TUTTI INSIEME CI MUOVEREMO NELLA DIREZIONE GIUSTA.

L'assurda polemica sui caccia F35



GIOVEDÌ 24 GENNAIO 2013

L'assurda polemica sui caccia F35


Tra tutte le polemiche buttate in pasto all’opinione pubblica per distrarre, rimbambire e distogliere, quella sull’acquisto dei nuovi cacciabombardieri F35 è una delle più assurde e nello stesso tempo delle più durature.
La tesi portata avanti da politici in cerca di facile popolarità è che questi caccia costano troppo e sono una spesa inutile. Quando sentite questa tesi sappiate che il politico di turno o non sa di cosa parla o vi sta prendendo in giro. Intanto perché gli F35 sono già stati tagliati: infatti ne sono stati cancellati 41, per cui dei 131 previsti ne restano solo 90.

Ma vediamo i fatti che spiegano l’assurdità della polemica:

1   Per la difesa l’Italia spende circa l’1% del proprio PIL, valore tra i più bassi al mondo. (nel 2011 questo valore corrispondeva a 14 miliardi di euro, su un totale di spesa pubblica di oltre 700 miliardi). Alcune fonti indicano 19 miliardi, perché includono anche i Carabinieri, che sono una forza armata, ma, com’è noto, prevalentemente usata per la sicurezza interna. Ci sono poi alcuni fondi del Ministero dell’Economia destinati a specifici programmi di acquisizione e per le missioni all’estero, in tutto altri 3 miliardi.I valori di cui sopra comprendono tutto: stipendi, spese di esercizio e investimenti (sostanzialmente acquisizione di sistemi d’arma come appunto i famigerati F35). E’ logico che arruolare un soldato serve solo se è ben addestrato ed equipaggiato. Perché è inutile pagare qualcuno per  fare il soldato se poi non gli dai le attrezzature e non gli insegni ad usarle. E’ per questa ragione che gli eserciti più avanzati hanno una suddivisione di spesa per cui l’ammontare degli stipendi è circa la metà del costo totale della difesa. Nel caso italiano invece il monte stipendi supera il 70%!. Quindi, al di là degli spechi sicuramente presenti anche nelle Forze Armate, è evidente che la spesa è sbilanciata verso il personale ed è quindi lì che bisogna intervenire se si vuole razionalizzare e non spendere a casaccio. Infatti il ministro Di Paola, unico di tutto il Governo Monti a meritare il posto che occupa, si è mosso in quella direzione. E’ come se avessimo 2 pullman e 20 autisti a bilancio e qualcuno venisse fuori dicendo che bisogna tagliare i pullman. Come lo giudichereste?

       Quanto detto sopra sarebbe già sufficiente a liquidare la questione, ma approfondiamo ulteriormente la cosa. Vediamo nel merito perché vengono acquistati gli F35. L’Aeronautica Militare e l’Aviazione Navale hanno una serie di velivoli obsoleti che vanno sostituiti: Tornado, AMX, Harrier, sono tutti a fine del ciclo operativo. Quindi: o rimaniamo senza aerei capaci di attaccare al suolo, oppure compriamo qualcos’altro. Acquistare un unico modello è già di per sé un risparmio ed una scelta logica in quanto si ha un’unica catena logistica, di ricambi…. E ovviamente (viste le qualità) il numero degli F35 previsti è molto inferiore a quello degli aerei che verranno sostituiti.

       Restiamo sulla questione soldi: certamente l’F35 è molto caro, però per impressionare vengono sparate cifre che comprendono tutto il programma trentennale di acquisizione e talvolta anche i costi di manutenzione! E’ come se a uno che guadagna 800 euro al mese si rinfacciasse di costare 1 milione di euro: sì in 100 anni!

       Grottesco sentir dire “tengo ai posti di lavoro e rinuncio ai cacciabombardieri”. Guardate che sono fatti da operai, anche italiani e io, francamente, preferirei salvaguardare dei posti lavoro che richiedono competenze di altissimo livello tecnologico e taglierei invece i portaborse di quelli che dormono in Parlamento. Però è una questione di gusti, evidentemente questi politici ritengono più utile per il futuro del paese mantenere i portaborse invece degli operai dell’’Alenia. Con la stessa logica lasciamo la Marina Militare senza prima linea, rinunciamo alle FREMM, che costano anche quelle un botto e agli operai di Fincantieri diciamo: “scusate dobbiamo dare il buon esempio al mondo  trovatevi un altro lavoro”…mah…


        Ultima considerazione sul risparmio e i costi: l’Italia ha una portaerei nuova di zecca, sulla quale gli aerei possono atterrare solo verticalmente e l’unico aereo nuovo in grado di farlo è l’F35 (la versione B). Non ne esistono altri. Ovviamente l’alternativa era fare una portaerei, con catapulte e ganci di arresto, che si poteva combinare con altri aerei già esistenti e meno cari dell’F35, ma questa combinazione sarebbe risultata complessivamente più cara di quella scelta! Perché quel tipo di portaerei sono più grosse e costose (e anche sproporzionate per le nostre forze armate) della Cavour.

Mi sono fermato alle considerazioni economiche, perché sono quelle tirate in ballo dai politici. Se parliamo di questioni tecniche, ovviamente è diverso. Tutti i progetti fortemente innovativi hanno un grande margine di rischio, le prestazioni promesse potrebbero non essere conseguite, ci sono molti problemi di sviluppo. In questo senso la decisione è discutibile, anche se personalmente la trovo comunque condivisibile: meglio spendere qualcosa in più in un progetto nuovo, per fare qualcosa di nettamente superiore, che prendere  un aereo più vecchio (il Rafale, l’Eurofighter riadattato, l’F18 o addirittura il Saab) che costa meno, ma che comunque non viene certo regalato. In ogni caso chi propone di rinunciare all’F35, per essere credibile, dovrebbe far sapere cosa propone in alternativa.

Detto tutto questo, se l’intento è tagliare gli “sprechi” annidati nella spesa pubblica, ben vengano, purché la cosa valga per tutti. Se tagliamo del 15% la spesa per investimenti delle Forze Armate, dovremmo fare altrettanto su tutte le voci presenti nel bilancio dello Stato.


Se invece il motivo è che le Forze Armate non servono, allora abbiate il coraggio di chiederne l’abolizione totale, perché rinunciare solo alla componente aerea è del tutto insensato.

La danimarca sceglie l'F35 perchè superiore per aspetti strategici, militari, ECONOMICI

Articolo preso da:
http://www.difesaonline.it/mondo-militare/f-35-ufficiale-ecco-le-motivazioni-del-governo-danese-lacquisizione-di-27-jsf

F-35, UFFICIALE: ECCO LE MOTIVAZIONI DEL GOVERNO DANESE PER L'ACQUISIZIONE DI 27 JSF
(di Franco Iacch)
17/05/16 
“Dopo aver valutato l'Eurofighter Typhoon, il Boeing F/A-18 Super Hornet ed il Lockheed Martin F-35 come prossimo caccia primario per la Danimarca, il governo del paese raccomanda l'F-35 in modo inequivocabile, poiché superiore sotto svariati aspetti: strategici, militari, economici e per l’impatto industriale”.
E’ stata pubblicata sul sito istituzionale del ministero della Difesa danese, il rapporto finale del governo che raccomanda l’acquisizione del caccia tattico della Lockheed Martin. “Lo Joint Strike Fighter è di gran lunga il miglior velivolo in grado di sostituire l’attuale flotta F-16, in volo ormai da 35 anni”.
Il governo danese non ha effettuato delle prove reali tra i caccia. Il confronto è stato effettuato in modo ipotetico dagli esperti reclutati dal governo che hanno valutato una serie di fattori, compreso quello del ciclo di vita. Anche il Saab Gripen è stato inizialmente valutato, non arrivando nelle fasi finali del processo di acquisizione per il nuovo caccia tattico. Il governo danese raccomanda una spesa di 3 miliardi di dollari per una flotta di 27 F-35 in servizio dal 2020 al 2049.
“La ridotta firma radar del velivolo, così come i sistemi ed i sensori avanzati, migliorano la panoramica tattica del pilota, garantendo la sopravvivenza del velivolo e notevoli prestazioni“.
Ecco i vantaggi dell’F-35A secondo il rapporto ufficiale del governo: “Sopravvivenza: il velivolo è in grado di proteggere se stesso contro i sistemi d'arma nemici”.
“Efficacia: l'aereo da caccia svolge bene il compito assegnato”.
“Sviluppi futuri: la sua capacità operativa con aggiornamenti tecnicamente applicabili lo manterrà al passo con tempi per i prossimi 30 anni”.
I danesi hanno inoltre deciso che l'F-35 sarà significativamente più conveniente, dato che ne dovranno acquistare di meno rispetto al Typhoon e l’Hornet. Si legge: "la cellula dell’F-35 è stata progettata per essere in grado di volare 8.000 ore, mentre l'Eurofighter ed il Super Hornet non possono volare per più di seimila ore”. A discapito dell’Hornet anche la sua configurazione biposto. In base a tale calcolo si è stabilito che 28 F-35 saranno in grado di compiere le stesse missioni di 34 EFA 2000 o 38 F-18.
Nei documenti, però, si raccomanda l’acquisto di 27 F-35. A causa di tagli alla spesa, il governo danese, che ha pubblicato la richiesta per un nuovo caccia tattico nel 2010, è stato costretto a ridimensionare la flotta a 30 unità, rispetto alle 48 inizialmente previste.
L’ultima parola spetterà al parlamento del paese che, quasi certamente, sbloccherà i tre miliardi di dollari (20 miliardi di corone danesi), per acquistare i 27 F-35 richiesti dal governo scandinavo.
(foto: Lockheed Martin)

domenica 26 giugno 2016

Damasco: abbattuto un F22


Damasco: “Abbattuti missili e un F-22, Usa sotto choc”


Guerra di nervi, guerra diplomatica. Ma soprattutto, per ora, guerra di informazioni non confermate, come la paternità siriana del presunto attacco del 21 agosto con armi chimiche alla periferia di Damasco, oggetto delle indagini Onu. Il falso più evidente: gli Usa pretendono di intervenire militarmente in Siria dopo “due anni di inazione”. E’ vero il contrario: da almeno 15 mesi, gli Usa e i loro alleati stanno già combattendo il regime di Assad, attraverso una sanguinosa guerrasegreta, che stanno perdendo. L’intervento aereo servirebbe proprio a invertirne l’esito, fornendo ai guerriglieri – come inLibia – il decisivo vantaggio dell’aviazione. Ma la Siria non è la Libia: è difesa dalla Russia e, in caso di attacco, anche dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah al confine tra Libano e Israele. In questo quadro si inserisce la fuga di notizie incontrollate che, alla vigilia del possibile raid, parlano addirittura di prove di guerra aerea già in corso: test cruciali, per sondare le reali capacità siriane di difesa? Fra il 30 e il 31 agosto, Damasco avrebbe addirittura abbattuto un sofisticato caccia F-22 Raptor, nonché quattro missili cruise lanciati subito dopo, forse per rappresaglia. 
Proprio l’ipotetico scontro aereo nei cieli siriani, oltre al clamoroso isolamento internazionale dell’America di fronte al conflitto, secondo molti blog potrebbe aver contribuito all’improvvisa frenata di Obama, convintosi a richiedere il voto del Congresso e quindi, di fatto, a rinviare l’attacco sulla Siria – che peraltro la propaganda militare di Assad ha dichiarato di non temere. Secondo voci non verificabili, attribuite per lo più a fonti siriane, due Mig-29 avrebbero individuato, inseguito e abbattuto l’F-22, avanzatissimo “caccia invisibile”, inviato forse in avanscoperta. Abbattere un Raptor? Operazione impossibile, se non con l’assistenza tecnologica russa  come quella che potrebbero offrire le unità aeronavali di Mosca di stanza a Tartus, sul mare di fronte alla capitale siriana. Sul web si sprecano titoli a effetto: “Aviazione Usa sotto choc”. Anche perché l’attacco contro Assad verrebbe sferrato utilizzando gli F-16 americani con base in Giordania e gli F-15 dislocati in Iraq e in Turchia, in ogni caso velivoli non invisibili ai radar.  
Idem per l’altrettanto ipotetico abbattimento dei Tomahawk, forse intercettati in volo – tutti e quattro – in teoria da batterie di missili antiaerei S-300, a meno che i russi non abbiano nel frattempo dotato la Siria di difese missilistiche ancora più efficaci. La diffusione di queste voci, attualmente prive di riscontri attendibili, tende evidentemente a rafforzare la convinzione che in Siria non sarebbe praticabile una “no-fly zone” come quella imposta alla Libia, dal momento che la distruzione delle difese siriane comporterebbe rischi enormi e perdite molto elevate. Il labirinto nel quale è finito Obama non è delimitato solo dalla “linea rossa” evocata come limite insuperabile – quello delle armi di distruzione di massa – ma, molto prima, dalla decisione (segreta) di muovere guerra contro Assad, armando milizie territoriali, siriane e non, reclutate e coordinate dall’intelligence e dalle forze speciali.
Si tratta di formazioni arabe, per lo più jihadiste, addestrate nelle basi in Giordania e in Turchia, equipaggiate e finanziate con l’aiuto delle dittature petrolifere del Golfo come l’Arabia Saudita, con l’obiettivo di trasformare in guerra civile l’iniziale protesta democratica contro il regime di Assad. Proprio i sauditi sarebbero giunti addirittura a minacciare Putin di colpire col terrorismo ceceno (succursale caucasica dello stragismo salafita, targato Al-Qaeda) le Olimpiadi Invernali di Sochi del 2014 se la Russia continuerà a difendere strenuamente la Siria dall’aggressione in corso.Russia che – ripetono gli osservatori più cauti – continuerà invece a mantenere un basso profilo, limitandosi ad adottare reazioni “asimmetriche” e non militari. Finora, gli unici lanci di missili ufficialmente confermati sono quelli “preliminari” di Israele, che a sua volta si prepara al peggio distribuendo maschere antigas alla popolazione e aggiustando il tiro delle sue rampe di lancio puntate verso il Golan, la Siria e l’Iran.