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sabato 9 luglio 2016

L'assurda polemica sui caccia F35



GIOVEDÌ 24 GENNAIO 2013

L'assurda polemica sui caccia F35


Tra tutte le polemiche buttate in pasto all’opinione pubblica per distrarre, rimbambire e distogliere, quella sull’acquisto dei nuovi cacciabombardieri F35 è una delle più assurde e nello stesso tempo delle più durature.
La tesi portata avanti da politici in cerca di facile popolarità è che questi caccia costano troppo e sono una spesa inutile. Quando sentite questa tesi sappiate che il politico di turno o non sa di cosa parla o vi sta prendendo in giro. Intanto perché gli F35 sono già stati tagliati: infatti ne sono stati cancellati 41, per cui dei 131 previsti ne restano solo 90.

Ma vediamo i fatti che spiegano l’assurdità della polemica:

1   Per la difesa l’Italia spende circa l’1% del proprio PIL, valore tra i più bassi al mondo. (nel 2011 questo valore corrispondeva a 14 miliardi di euro, su un totale di spesa pubblica di oltre 700 miliardi). Alcune fonti indicano 19 miliardi, perché includono anche i Carabinieri, che sono una forza armata, ma, com’è noto, prevalentemente usata per la sicurezza interna. Ci sono poi alcuni fondi del Ministero dell’Economia destinati a specifici programmi di acquisizione e per le missioni all’estero, in tutto altri 3 miliardi.I valori di cui sopra comprendono tutto: stipendi, spese di esercizio e investimenti (sostanzialmente acquisizione di sistemi d’arma come appunto i famigerati F35). E’ logico che arruolare un soldato serve solo se è ben addestrato ed equipaggiato. Perché è inutile pagare qualcuno per  fare il soldato se poi non gli dai le attrezzature e non gli insegni ad usarle. E’ per questa ragione che gli eserciti più avanzati hanno una suddivisione di spesa per cui l’ammontare degli stipendi è circa la metà del costo totale della difesa. Nel caso italiano invece il monte stipendi supera il 70%!. Quindi, al di là degli spechi sicuramente presenti anche nelle Forze Armate, è evidente che la spesa è sbilanciata verso il personale ed è quindi lì che bisogna intervenire se si vuole razionalizzare e non spendere a casaccio. Infatti il ministro Di Paola, unico di tutto il Governo Monti a meritare il posto che occupa, si è mosso in quella direzione. E’ come se avessimo 2 pullman e 20 autisti a bilancio e qualcuno venisse fuori dicendo che bisogna tagliare i pullman. Come lo giudichereste?

       Quanto detto sopra sarebbe già sufficiente a liquidare la questione, ma approfondiamo ulteriormente la cosa. Vediamo nel merito perché vengono acquistati gli F35. L’Aeronautica Militare e l’Aviazione Navale hanno una serie di velivoli obsoleti che vanno sostituiti: Tornado, AMX, Harrier, sono tutti a fine del ciclo operativo. Quindi: o rimaniamo senza aerei capaci di attaccare al suolo, oppure compriamo qualcos’altro. Acquistare un unico modello è già di per sé un risparmio ed una scelta logica in quanto si ha un’unica catena logistica, di ricambi…. E ovviamente (viste le qualità) il numero degli F35 previsti è molto inferiore a quello degli aerei che verranno sostituiti.

       Restiamo sulla questione soldi: certamente l’F35 è molto caro, però per impressionare vengono sparate cifre che comprendono tutto il programma trentennale di acquisizione e talvolta anche i costi di manutenzione! E’ come se a uno che guadagna 800 euro al mese si rinfacciasse di costare 1 milione di euro: sì in 100 anni!

       Grottesco sentir dire “tengo ai posti di lavoro e rinuncio ai cacciabombardieri”. Guardate che sono fatti da operai, anche italiani e io, francamente, preferirei salvaguardare dei posti lavoro che richiedono competenze di altissimo livello tecnologico e taglierei invece i portaborse di quelli che dormono in Parlamento. Però è una questione di gusti, evidentemente questi politici ritengono più utile per il futuro del paese mantenere i portaborse invece degli operai dell’’Alenia. Con la stessa logica lasciamo la Marina Militare senza prima linea, rinunciamo alle FREMM, che costano anche quelle un botto e agli operai di Fincantieri diciamo: “scusate dobbiamo dare il buon esempio al mondo  trovatevi un altro lavoro”…mah…


        Ultima considerazione sul risparmio e i costi: l’Italia ha una portaerei nuova di zecca, sulla quale gli aerei possono atterrare solo verticalmente e l’unico aereo nuovo in grado di farlo è l’F35 (la versione B). Non ne esistono altri. Ovviamente l’alternativa era fare una portaerei, con catapulte e ganci di arresto, che si poteva combinare con altri aerei già esistenti e meno cari dell’F35, ma questa combinazione sarebbe risultata complessivamente più cara di quella scelta! Perché quel tipo di portaerei sono più grosse e costose (e anche sproporzionate per le nostre forze armate) della Cavour.

Mi sono fermato alle considerazioni economiche, perché sono quelle tirate in ballo dai politici. Se parliamo di questioni tecniche, ovviamente è diverso. Tutti i progetti fortemente innovativi hanno un grande margine di rischio, le prestazioni promesse potrebbero non essere conseguite, ci sono molti problemi di sviluppo. In questo senso la decisione è discutibile, anche se personalmente la trovo comunque condivisibile: meglio spendere qualcosa in più in un progetto nuovo, per fare qualcosa di nettamente superiore, che prendere  un aereo più vecchio (il Rafale, l’Eurofighter riadattato, l’F18 o addirittura il Saab) che costa meno, ma che comunque non viene certo regalato. In ogni caso chi propone di rinunciare all’F35, per essere credibile, dovrebbe far sapere cosa propone in alternativa.

Detto tutto questo, se l’intento è tagliare gli “sprechi” annidati nella spesa pubblica, ben vengano, purché la cosa valga per tutti. Se tagliamo del 15% la spesa per investimenti delle Forze Armate, dovremmo fare altrettanto su tutte le voci presenti nel bilancio dello Stato.


Se invece il motivo è che le Forze Armate non servono, allora abbiate il coraggio di chiederne l’abolizione totale, perché rinunciare solo alla componente aerea è del tutto insensato.

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